Quando Invertire gli Pneumatici?

L’inversione dei pneumatici di un’automobile è lo scambio delle ruote anteriori con quelle posteriori e viene definita tecnicamente come una permutazione. Si tratta di un semplice cambio di posizione delle ruote, al fine di ottenere un’usura omogenea e uniforme su tutti gli elementi. Non necessita di attrezzature particolari ed ha un costo assolutamente ridotto rispetto alla sostituzione definitiva dei pneumatici.

I vantaggi e gli svantaggi dell’inversione gomme

Non tutti gli esperti del settore ritengono valido tale tipo di intervento e spesso viene sconsigliato agli automobilisti di primo pelo. Questo perché si tratta di un’operazione temporanea, che porta comunque, dopo qualche anno, al cambio definitivo di tutte le ruote. Ma non è l’unico motivo per il quale viene sconsigliato, alcune case produttrici di pneumatici, infatti, ritengono che tra le ruote anteriori e quelle posteriori esistano differenze tecniche sostanziali che rendono incompatibile lo scambio.

Si tratta di diversità che riguardano in primo luogo il modo di progettarle, la distribuzione del peso che devono sostenere, la diversa modalità di montaggio e infine la pressione eterogenea.

Disuguaglianze che possono apparire come svantaggi per qualcuno, ma anche come aspetti positivi da sfruttare:

  • il primo punto a favore, ad esempio, è quello di consentire un’usura omogenea, evitando di ritrovarsi con due gomme molto rovinate e le altre ancora in buono stato. Questo comporta il cambio definitivo di pneumatici solo quando effettivamente le ruote sono ormai usurate, senza alcuno spreco e nel rispetto dell’ambiente;
  • il secondo fattore è di tipo economico, perché permette di mantenere in vita quattro ruote per qualche anno ancora, evitando di anticipare una spesa.
  • Lo svantaggio, spesso paventato dalle aziende che hanno interesse alla vendita frequente, è che l’inversione possa mettere a rischio la funzionalità delle quattro gomme, dal momento che ogni pneumatico viene progettato per uno specifico uso, che è difficile scambiare. Questa tesi è ormai abbandonata dalla maggior parte degli esperti del settore e anche molte case produttrici di pneumatici, attente al fattore ambientale, ritengono valida l’operazione di inversione.

Si tratta di un procedimento che viene effettuato ormai da anni, senza aver mai causato alcun danno né ai pneumatici né all’automobile, per questo è molto consigliato dai meccanici.

Con quale frequenza è necessario invertire i pneumatici?

L’inversione dei pneumatici deve essere effettuata in modo periodico e dietro consiglio del proprio meccanico di fiducia, che conosce l’auto e riesce ad interpretare i segnali di usura che manifesta.

Solitamente tale operazione diventa necessaria tra i 5.000 e i 10.000 chilometri percorsi, periodo che coincide con l’evidente deterioramento delle gomme. Vi sono, però, delle variabili che rendono l’operazione necessaria anche prima del chilometraggio indicato.

Quando, ad esempio, si viaggia a velocità elevate, nel caso in cui si percorrano tragitti molto lunghi o quando l’auto viene caricata in modo eccessivo, il veicolo viene sottoposto a sforzi maggiori e a sollecitazioni continue che fanno nascere la necessità di inversioni più frequenti.

Nel caso in cui ci si accorgesse che le ruote, oltre ad essere usurate, presentano anche uno sbilanciamento, è opportuno procedere dopo la permutazione anche all’equilibratura. Solitamente il procedimento di inversione si esegue congiuntamente a quello di controllo della pressione, che non deve mai essere trascurato. Si tratta di operazioni di routine che si eseguono in poche ore, ma sono molto importanti per la sicurezza degli automobilisti e dei passeggeri.

Il costo dell’intervento è ovviamente basso, perché non vi è acquisto di nuovi componenti ma solo il compenso spettante al meccanico, per questi motivi viene spesso preferita all’acquisto di nuove gomme ed è sempre più diffusa.

Il cambio delle gomme, come avviene?

Il procedimento di inversione delle ruote ha subito, nel corso degli anni, dei cambiamenti. Fino a qualche decennio fa, infatti, il cambio tra le une e le altre avveniva in modo da spostarle nel lato opposto a quello in cui si trovavano originariamente. Questo comportava il passaggio della ruota anteriore sinistra al posto di quella posteriore destra e la ruota anteriore destra al posto della sinistra.

Con gli anni, tale sistema è stato rimpiazzato da un metodo più semplice, che prevede l’inversione delle gomme posteriori con quelle anteriori, senza scambiare quelle di destra con le ruote di sinistra. In ogni caso, questa tecnica diventa obbligatoria quando i pneumatici mostrano il battistrada asimmetrico-direzionale o semplicemente direzionale ed è un intervento di routine per la maggior parte dei meccanici in circolazione.

Il procedimento prevede, da parte del meccanico, il sollevamento dell’auto per svitare i bulloni con il seguente smontaggio delle gomme e di eventuali copriruote; segue l’inversione della posizione dei pneumatici, la sistemazione dei bulloni e il gioco è fatto. Nel caso in cui le gomme presentassero le stesse dimensioni, il meccanico esperto eseguirà l’operazione partendo dall’asse anteriore verso quello posteriore. Quando, invece, hanno diversa grandezza, lo scambio avviene sul medesimo asse.

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