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Cosa Controllare negli Pneumatici

Gli pneumatici sono l’elemento cardine che si interpone tra chi guida l’automobile, ed il manto stradale, ma nonostante questo, spesso ne viene sottovalutata l’importanza.

I potenziali rischi derivanti da una gomma usurata, danneggiata o semplicemente sgonfia, possono essere molto grandi, fino al punto di incorrere in un incidente.

Cerchiamo di capire insieme cosa controllare per una corretta e sicura circolazione.

Il controllo periodico

Partiamo dal presupposto che sugli pneumatici deve essere effettuato un controllo periodico, e che questo deve essere fatto da un professionista, quindi da un gommista.

L’occhio dello specialista, più “allenato” rispetto a quello dell’automobilista, è in grado di individuare anomalie “invisibili” per le persone comuni, anche perché il problema potrebbe essere in un punto non visibile senza alzare l’auto sul ponte, ad esempio se situato all’interno della gomma.

Ogni quanto effettuare il controllo periodico? 
Non esiste una regola fissa sulla tempistica, perché generalmente questa è influenzata sia dallo stile di guida del conducente, che dall’intensità d’utilizzo dell’auto.

Un autista che fa molti chilometri all’anno, con continue accelerazioni e altrettante frenate brusche, danneggerà e consumerà gli pneumatici molto più velocemente di uno che guida saltuariamente in maniera “pacata”.

Tenendo presente queste considerazioni però, si possono adottare alcuni accorgimenti generali per capire quando è il momento di effettuare un controllo dal gommista:

• ogni volta che ci si appresta ad effettuare un viaggio,
• nei periodi antecedenti ai grandi caldi e grandi freddi, condizioni che possono accelerare il deterioramento degli pneumatici, ma sopratutto il “decorso” dei possibili danneggiamenti,
• ogni volta che distrattamente si urta un marciapiede o comunque un ostacolo,
• ogni volta che si notano anomalie come vibrazioni, o auto che tende su uno dei due lati.

Il gonfiaggio degli pneumatici

Ai fini di una corretta manutenzione, ci sono semplici operazioni che possono essere effettuate anche in autonomia, come quella del gonfiaggio degli pneumatici.
La corretta pressione, è indicata sul libretto di circolazione, sia per la coppia di gomme anteriore che posteriore.

È consigliabile controllare con una certa cadenza tale parametro, perché anche solo un 15% di scarto dal corretto valore, può portare innanzitutto ad un aumento dei consumi, ed in secondo luogo ad un potenziale surriscaldamento degli pneumatici, condizione assolutamente da evitare nel periodo estivo prima di un lungo viaggio, magari con la macchina a “pieno carico”.

La profondità del battistrada

Tra i possibili controlli effettuabili in autonomia, c’è anche quello della profondità del battistrada.
Eventualmente, se si nota qualche anomalia, il consiglio rimane sempre quello di rivolgersi al gommista di fiducia.

Gli strumenti per controllare tale parametro sono facilmente reperibili nei negozi specializzati e nella grande distribuzione, seppur esistano anche altri metodi meno “ortodossi”, come quello di mettere una moneta da 1 euro nelle scanalature del battistrada di una gomma estiva, e da 2 euro in quelle della gomma invernale.

In entrambi i casi, se la parte argentata della moneta rimane visibile, significa che è arrivato il momento della sostituzione.
Inoltre esistono anche degli indicatori, cioè delle strisce di gomma trasversali, sempre situate all’interno del battistrada, che quando si raggiunge il limite di usura massimo consentito, diventano visibili. 

limiti legali di profondità del battistrada per poter circolare, sono fissati a 1,6 mm. ma il consiglio rimane sempre quello di muoversi per tempo, e di prendere in considerazione la sostituzione già quando si arriva attorno ai 3 mm.

Il motivo di questa accortezza, è presto detto: più uno pneumatico è usurato, più calano le prestazioni generali, soprattutto su superfici bagnate, con il rischio dell’ acquaplanning, cioè lo “scivolamento” dell’auto che procede la corsa “per fatti suoi” senza che si riesca a riprenderne il controllo.

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L’età degli pneumatici

Se è pur vero che lo stile di guida incide accelerando l’usura, è altrettanto vero che anche il tempo ha la capacità di danneggiare la gomma.

È importante sapere difatti, che se anche un auto non venisse utilizzata per molti anni, prima di riprendere a circolare potrebbe rendersi necessario un cambio degli pneumatici, perché con il tempo la gomma si deteriora a prescindere del suo utilizzo su strada.

Con questa considerazione, è assolutamente sconsigliato circolare con pneumatici più vecchi di dieci anni

A tal proposito, è bene sapere che sul fianco della copertura, è indicato il DOT, cioè l’ anno e la settimana di produzione della stessa.

Se ad esempio si leggessero le cifre 2310, significherebbe che gli pneumatici sono stati prodotti nella 23esima settimana dell’anno 2010.

Aggiungiamo inoltre che è consigliabile tenere in considerazione tale dato, anche quando ci si appresta all’acquisto di gomme nuove, perché spesso offerte particolarmente aggressive, potrebbero nascondere il classico “fondo di magazzino”.

In conclusione

Come spiegato, una corretta manutenzione seguita da regolari controlli periodici, è proprio il caso di dirlo, è di vitale importanza.

Se tale “incentivo” non fosse sufficiente, è bene tenere presente che l’articolo 79 del Codice della Strada prevede sanzioni da un mino di € 85 (che scende a € 59,50 se pagate entro 5 giorni), fino ad un massimo di € 338, con l’aggravante della decurtazione di 2 punti dalla patente e, in alcuni casi, può essere disposto anche il fermo amministrativo dell’auto.

A buon intenditore poche parole.

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Ci sono molte caratteristiche da valutare e controllare negli pneumatici ai fini di guidare in tutta sicurezza. Spesso alcune di queste vengono sottovalutate
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